il Metodo Biologico

Relazione per il metodo biologico dell’ Az. Vit. IL COLOMBO di Chiara Sciolla
L’azienda è situata nel comune di Mondovì in via dei Sent 2. I vigneti sono in un unico corpo adiacente all’azienda, il vitigno coltivato è il dolcetto, rivendicato nella denominazione Dogliani  docg e l’uva ivi prodotta viene totalmente vinificata in due selezioni: il Dogliani docg e il Dogliani docg Superiore, invecchiato per un anno. L’azienda utilizza per la difesa della vite prodotti a base di rame sotto forma di ossicloruri e solfati e zolfo di cava nei limiti previsti dal regolamento, e sta sperimentando con prodotti nuovi, sempre ammessi, al fine di ridurre l’utilizzo del rame ai minimi termini.

Rientra nella rete di monitoraggio nel progetto per il controllo della flavescenza dorata , pertanto si installano le trappole a ferormoni per il controllo degli scafoidi, delle tignole e tignolette, prima di effettuare trattamenti insetticidi con prodotti a base di piretro e/o bacillus turringensis. Si utilizza all’uopo un trattore a cingoli con relativa pompa irroratrice controllata ogni anno all’inizio del lavoro. Si cambiano sempre, in ogni caso , tutti gli ugelli, anche se ancora in buone condizioni per ottenere il massimo del risparmio idrico.

La concimazione viene effettuata ogni due/tre anni a filari alterni ed è a base di stallatico proveniente da un allevamento biologico dei dintorni ( km 0 ). Stiamo sperimentando in una parte dei vigneti il metodo del sovescio che è un’antica tecnica naturale che si ottiene con la semina e successiva trinciatura meccanica di diversi tipi di leguminose che apportano così nutrienti al terreno.

La vendemmia, come la maggior parte delle lavorazioni, è rigorosamente manuale. All’atto della pigiatura si utilizza un dosaggio di metabisolfito di potassio, che va da un minimo di 5 gr per quintale d’uva ad un massimo di 8 gr. Per le fermentazioni non si utilizzano lieviti selezionati, ma bensì lieviti indigeni e null’altro. Una volta avvenuta la fermentazione malolattica si prevede una seconda solfitazione, dopodiché per non effettuare troppi travasi che obbligherebbero ad ulteriori solfitazioni preferiamo, per quanto è possibile, lavorare sulle fecce fini tenendole in sospensione ed effettuando un ultima leggera solfitazione prima dell’imbottigliamento. Prima dell’imbottigliamento si effettua un filtraggio leggero con un particolare filtro a maglie strette con microfori in acciaio detto filtro a sacco, che più che filtrare si limita ad eliminare le fecce residue illimpidendo così il vino. Tutti i residui di lavorazione, tralci, fecce, graspi etc., vengono interrati secondo le normative vigenti.

Le bottiglie sono volutamente del tipo leggero, per evitare inutili sprechi. I tappi sono, in parte, di sughero naturale, non lavato ed in parte di sughero riciclato.